mercoledì 1 luglio 2009

E Malpensa continua a precipitare (insieme a tutto il resto)

Abbiamo ancora negli occhi le immagini della Lega Nord, con i suoi capi in testa, quando andava a fare manifestazioni "in difesa di Malpensa".
Ora a Malpensa i leghisti non si vedono più. A dire la verità in questo aeroporto si fa sempre più fatica anche a vedere turisti e viaggiatori (vedi foto). La speranza è che gli sforzi di Lufthansa vengano premiati, ma devono essere liberalizzati gli slot. E liberalizzata la rotta su Roma.
Al momento però, ci troviamo di fronte ad un crollo che pesa sui lavoratori dell'aeroporto (tanti sono stati lasciati a casa), sull'indotto locale delle piccole e medie imprese e sulle strutture ricettive, come ha denunciato, all'assemblea annuale di Federalberghi Varese, il suo presidente Guido Brovelli.
Che ha voluto sottolineare come «la totale mancanza di servizi di collegamento, sia stradale sia ferroviario, tra la città capoluogo e l’aeroporto di Malpensa assume ora ancor maggior rilevanza e genera imbarazzo», e che questo rischia di estromettere il nostro territorio dai benefici di Expo 2015.
Già: imbarazzo. E' questa la sensazione che proviamo nel vedere come è gestito in tutti questi anni il marketing del territorio nella nostra provincia, e non solo per quanto riguarda Malpensa.
Intanto assistiamo alla creazione dell'ennesima struttura per il Turismo: di questo passo ci saranno più uffici dedicati che non turisti. Alla faccia poi delle semplificazioni e dei tagli degli enti inutili.
Servirebbero fatti, azioni mirate se si vuole incentivare il turismo: ad esempio creare collegamenti e infrastrutture, in primis quelle che collegherebbero appunto Malpensa al capoluogo.
Oppure, iniziative commerciali e legate alla piccola imprenditoria legata al territorio, come attivare una rete di ostelli e bed&breakfast: esempi sono visibili in zone come la Baviera, che con il nostro territorio ha un'assonanza incredibile, in particolare il nord della nostra provincia.
O anche creazione di eventi di grande impatto, in grado di generare interesse anche a livello internazionale e nello stesso tempo valorizzare il patrimonio culturale della provincia.
Al momento invece registriamo iniziative eccentriche e goliardiche che non portano nessun ritorno economico né di immagine, o altre organizzate e gestite in maniera tale che coprono gli ospiti di acqua piovana e Varese di ridicolo.
E pensare che dopo il flop del mondiale del ciclismo si sperava che i nostri amministratori avessero imparato la lezione...
Ci auguriamo una vera e propria svolta: e che magari sia il PD a darla!