martedì 23 giugno 2009

Sballottaggi?

Diciamo la verità: per il PD sarebbe stato uno sballo se Filippo Penati a Milano fosse riuscito a fare il miracolo, rimontando ben 10 punti dal primo turno. Purtroppo non è stato così, nonostante l'ottimo risultato (oltre 150.000 voti recuperati, perdendo di un'inezia!).
Per questo turno dei ballottaggi c'è quindi da essere solo moderatamente (ma proprio moderatamente) soddisfatti, ma non certo al punto da lanciare proclami.
Il PD ha tenuto, conservando le roccaforti e i principali capoluoghi. Però nonostante la gioia per Matteo Renzi che ha fatto gol a Giovanni Galli a Firenze, che si sia confermato che a Bologna c'è Delbono, che a Padova e Bari i sindaci uscenti Flavio Zanonato e Michele Emiliano abbiano visto riconosciuti i meriti delle loro amministrazioni, non bisogna dimenticare la dolorosa perdita della provincia di Milano (appunto), di quella di Venezia e dello storico passaggio al centrodestra del comune di Prato.
Alcune considerazioni:
- il centrodestra non avrà sfondato, però ha ottenuto un maggior radicamento sul territorio
- l'astensionismo ha giocato un grosso ruolo, ed ha sfavorito soprattutto il centrodestra, in particolare al ballottaggio della provincia di Milano, dove è stato provocato dagli elettori della Lega, i cui maggiori esponenti si sono vantati, per questo, di farsi capire dalla gente; ma a quanto pare non sono riusciti a spiegare ai loro sostenitori che per affossare il referendum bastava rifiutare le schede, senza la necessità di disertare le urne e magari andarsene al mare
- Lega e UDC escono più forti da questa tornata, perché con il loro appoggio si è quasi sempre vinto: avranno quindi maggiore voce in capitolo sia all'interno della maggioranza che nell'opposizione. E ciò determina (anche alla luce del flop del referendum elettorale) che in Italia sarà vivo e presente magari un bipolarismo, ma non un bipartitismo
- il PD ha vinto dove ha cercato ed ottenuto un accordo con l'UDC ed altre forze di centro e moderate. E avrebbe persino conservato Milano se fosse accaduto anche là. Ciò dimostra che la ricerca dei voti moderati ed il dialogo con il centro è forse l'unica via per tentare una riapertura del gioco politico. Una cosa su cui riflettere e dibattere al congresso di ottobre.
Concludiamo con una piccola soddisfazione qui in provincia di Varese: l'elezione a Saronno del candidato sindaco di centro-sinistra, Luciano Porro (seppur con maggioranza del consiglio di centrodestra...).